Ricetta per chi non sa cucinare. Riso zucchine, pomodorini e spezie. 

Per la rubrica: “Cotto e Migrato” oggi spiegherò passo passo come cucinare un risotto, di quelli che fanno anche la cremina, a chi come me sa cucinare poco ma vuole mangiare decentemente.

Io sto imparando per via del fatto che reperire cibo gluten free e milk free non è sempre facile e nemmeno tanto economico, tu magari perchè sarai stufo di sfondarti di tramezzini da un pound presi al supermercato sotto casa o da negozianti di dubbia nazionalità, tipi più adatti magari a vendere armi di contrabbando che generi alimentari.

Ma ora andiamo alla ricetta.

Ingredienti:

  • 1 Zucchina
  • 2/3 Spicchi d’aglio (gestisci la quantità in base al fatto se dopo mangiato hai un incontro galante)
  • Olio d’oliva
  • 5/6 Pomodorini  (ma anche 2 pomodori vanno bene)
  • 1 Porro
  • Peperoncino a piacere
  • 1 Cucchiaio di Curcuma (spezia da aggiungere solo se ti piace, non ha un sapore forte ma rende l’aspetto del piatto appetibile, ha un bel colore e dicono che faccia bene alla salute)
  • 1 Pizzico di Curry
  • Pasta di pomodoro concentrato (opzionale)
  • Sale
  • Formaggio a scaglie, io in questo caso ho utilizzato formaggio di latte di cocco. (Tu fai un pò come ti pare)

Procediamo. Scaraventa con gentilezza, in un tegame, un po’ di olio d’oliva e metti a rosolare l’aglio che avrai tagliato a pezzettini piccoli.

Nel frattempo con una grattugia a fori grandi o con un bel coltellaccio e tanta pazienza, senza affettarti le dita, tritura la zucchina, il porro e taglia in due o tre parti i pomodorini.

I porri vanno tagliati a rondelle da mezzo centimetro circa, non usare i righelli, ma datti una regolata a occhio. Cerca di farli tutti uguali o il risultato sarà che qualcuno sarà crudo e qualche altro sarà bruciato.

Spolvera un pò di peperoncino rosso, non esagerare, ricordati (se hai ospiti) che non tutti sono calabresi di origine, quindi non gradiscono ritrovarsi la bocca in fiamme come nello storico incendio che distrusse gran parte di Londra.

Soffriggi in padella, il tutto con l’aglio che dovrebbe aver anche insaporito l’olio, e dopo aver ottenuto un risultato simile a quello nella foto seguente, prendi metà del soffritto e mettilo da parte in una ciotola. Sembra appetitoso, se inizi ad assaggiarlo mentre stai cucinando, finisce subito e non ne resta più per completare la ricetta. Datti un contegno.

Prendi una o due tazzine di riso, insomma metti almeno la quantità necessaria per saziarti, ricordati che non sei al ristorante giapponese, quindi devi mangiare per nutrire il tuo corpo, non per rimpinguare di foto la tua bacheca di Facebook. (Altrimenti a cosa serviranno mai i ristoranti giapponesi?)

Versa due o tre bicchieri di acqua, magari evita quella del rubinetto, fino a coprire il riso, e con una spatola di legno e munito della capacità di saper aspettare, che ha un uomo che attende sotto casa la ragazza “presa da poco” per il primo appuntamento, inizia a mescolare.

Metti il fuoco basso e con la spatola raschia sempre per non fare attaccare il cibo al fondo della padella.  Io questa l’ho comprata da TK-MAXX per 25 sterline, è stato un affare.

Evita quelle vecchie graffiate di teflon che sono sconsigliate .

Adesso andiamo al colore, se vuoi vantarti con i tuoi amici, un minimo di aspetto questa cosa chiamata riso deve pur averla.

Spremi il concentrato di pomodoro, tanto quanto ne utilizzeresti se fosse dentrifricio e dovresti lavarti i denti tre volte. 

Sotto in foto c’è la curcuma, io l’ho portata direttamente dall’Italia, a casa mia ormai la si usa anche come colorante per tinteggiare le pareti.

Il curry è facile da trovare nei supermercati, metti una leggera spolverata, se il sapore è decente tanto da non farti sentire in India, allora vuol dire che hai messo la giusta quantità.

Ovviamente, mi auguro che tu stia continuando a mescolare senza sosta il riso, man mano che l’acqua evapora, tu aggiungine altra, assaggia qualche chicco e vedi se è ancora duro, se sì, ti tocca ancora mescolare.

Consiglio durante la cottura di cantare canzoni napoletane di bassa qualità, ti servirà a farti sentire un cuoco di quartiere e aiuterà a far passare prima il tempo.

Alla fine, se hai saputo dosare l’acqua, che va messa poco per volta, e hai mescolato fino a farti decidere di comprare una betoniera per uso domestico, allora forse avrai terminato di cucinare questo benedetto riso, e ti sarà venuta ancora più fame di quella che avevi prima.

Quindi non ti resta che impiattare, connetterti su internet utilizzando la rete del vicino di casa che non usa la password, spararti la tua serie preferita, e con il piatto poggiato sulla scrivania, iniziare a goderti questo risotto ed anche tu potrai dire: COTTO E MIGRATO!

Se ti è piaciuto questo post, che a me è costato, tempo fatica e il rischio di pagare la SIAE per tutte le canzoni napoletane che ho cantato durante la cottura, per favore CONDIVIDI e mi renderai il favore facendomi felice.

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