10 cose che devi saper fare prima del grande passo. Non trasferirti in Inghilterra se …

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I più esperti daranno per scontate alcune delle cose che tra poco metterò in un elenco. Magari con fare da avventore sfaccendato da bar, inizieranno una serie di commenti del tipo: , oppure,  ! Sono rimasto sorpreso quando anche io sono venuto a conoscenza di alcune mancanze pratiche di giovani e meno giovani, maschi e femmine che siano, che hanno deciso di lasciare tutto e vivere questa avventura!

Non dimenticare che tanti ragazzi e ragazzi, una volta presa “la pillola del coraggio” o ancora meglio “quella dell’incoscienza” dovranno confrontarsi con aspetti della vita quotidiana, che il più delle volte hanno soltanto visto fare ad altri, perdipiù da lontano, senza sapere bene quali implicazioni avrebbero avuto in una loro esistenza pratica futura.

Facciamo un gioco,vediamo se ho ragione.

Se conosci qualcuno che possa rispecchiarsi in almeno uno di questi punti, CONDIVIDI questo post sulla sua bacheca di Facebook. 

Non trasferirti in Inghilterra se:

10) Se non sai gestire il denaro. Quante volte vi sarà capitato di leggere appelli su bachece di gruppi di italiani a Londra o italiani “da qualche altra parte” : .  Una sventura può sempre capitare, per carità, ma se prima di pagare l’affitto spendi tutti i soldi in notti brave o comprando cose inutili, bhe allora inizia ad allenarti, prima di partire, vedi di fare pratica, magari vincendo una o due partite a Monopoli, tanto per iniziare.

9) Se non sai gestire il tempo. Mi duole dirtelo, ma specialmente Londra, divora le ore e i minuti con la stessa fame di Galeazzi dopo una settimana di digiuno. Metropolitane da prendere, coincidenze, scioperi dei mezzi pubblici, e distanze da colmare, saranno le fauci che azzanneranno i tuoi minuti. Le lancette dell’orologio infilzeranno come uno spiedino, le tue ore nel tuo unico giorno di riposo. Alcuni, presi dall’ansia di rispettare i tempi, si sono calati nella parte dell’eterno corridore e indossano anche una pettorina numerata quando escono la mattina per andare a lavoro.

8)Se non sai rinuciare alle tue abitudini. Tutti noi ne abbiamo, anche i più scavezzacollo. Buone o brutte che siano esistono. La partita a calcetto del giovedì con gli amici di sempre. Che ti piaceva anche quando perdevi oltre all’incontro, la funzionalità del ginocchio sinistro e l’indomani facevi il cappuccino con l’acido lattico.

Per me era andare a lezione di chitarra ogni settimana, sempre allo stesso giorno, sempre dallo stesso Maestro. Era come una certezza culturale. In un mondo fatto di gente “grezza” quella era la mia boccata d’ossigeno settimanale. Bene a malinquore, l’ho perduta. Inoltre, ogni venerdì alla radio, cascasse il mondo, ma ALLAKATALLA non doveva togliermelo nessuno.

7) Se non vuoi uscire dalla tua “bolla”. Alcuni la descrivono come una cosa che in inglese viene chiamata “Comfort Zone” (definizione esatta secondo Wikipedia, io cerco di spiegarla così) quel posto mentale che è fondato sulle tue certezze e spesso anche sulla tua quotidianità. Gli amici pronti ad aiutarti quando buchi una gomma, la mamma che ti risolve i problemi,  la sicurezza economica della tua famiglia. Insomma una vita misurata o fatta su misura per te. Il trasferimento, “mischia le carte” e inizi a giocare una nuova partita.

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Fedele Zaino Invicta!

6)Se non sai stare da solo/a. C’è da non crederci, ma soprattutto all’inizio, gestire la solitudine sarà qualcosa che metterà alla prova il tuo carattere. Ci sono casi e casi. Conosco gente che ha trovato coinquilini fantastici e si è sentita subito a casa, altri che hanno comprato un gatto di peluche per non morire di solitudine. Spesso dico che veniamo da contesti diversi, abbiamo radici diverse. La capacità di adattamento che ognuno di noi è differente. Se non sai parlare bene l’inglese il senso di solitudine potrebbe aumentare.

5) Se non hai mai lavorato. Ti consiglio di trovarti un lavoro, uno di quelli duri, specie se il tuo livello di inglese è basso; perchè se non sei all’altezza di sostenere conversazioni e di leggere e scrivere in questa nuova lingua, finirai a fare il lavapiatti o le pulizie da qualche parte.  (Sarebbe il caso comunque di fare un corso prima di partire). Se sei sempre stato un mantenuto/a e non hai idea di cosa voglia dire essere comandati, (possibilmente da una persona a volte ignorante) mettiti alla prova nel luogo dove vivi. Se ti risulta difficile o ti fai mettere i piedi in testa in un posto dove puoi farti valere parlando la tua lingua, brucia il biglietto e ripensaci.

4) Se non ti piace vivere in piccoli spazi. Scordati le immense case italiane, specie quelle del sud, dove per andare dal salone alla cucina utilizzavi i pattini in linea.  Le case che affittano per la coabitazione sono spesso veri e propri buchi. I bagni sono piccoli e ogni tanto ne trovi uno senza il lavandino, che per chissà quale scherzo del destino, è stato ubicato da un’altra parte della casa. Corridoi tempestati di stendini e valige posizionate ad ogni angolo faranno da scenario al tuo soggiorno all’estero.

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3) Se non sai cucinare. Primo scalino del “podio della sopravvivenza”. C’è chi ha imparato in loco, dopo aver mangiato tonnellate di cibo del fast food. Supplicato dal fegato che in tre lingue diverse gli ha chiesto di cucinare una minestra per cena, un misto tra l’ultimo desiderio del condannato a morte e un vano tentativo di salvare il salvabile. Oltre a mettere insieme ingredienti che diano forma a qualcosa che somigli a del cibo, ricorda che dopo ti tocca lavare i piatti e subito. Se non l’hai mai fatto, inizia a fare pratica a casa per un mese, senza lavastoviglie, e poi vediamo se ti resta voglia di partire. Una delle regole delle case condivise è di non lasciare niente di sporco… e questo ci porta al punto numero 2.

2) Se non hai minimamente idea di cosa voglia dire convivenza. Potresti incappare in coinquilini con orari assurdi che sbattono le porte quando rientrano da lavoro di notte. Gente che produce ordori molesti friggendo anche i cereali della prima colazione. Succederà di aspettare un turno per entrare in bagno tanto lungo da farti venire voglia di “annaffiare le piante del vicino” in maniera non convenzionale. E’ vero che potrebbero nascere anche delle belle amicizie, ma l’arrivo di un nuovo coinquilino è spesso preceduto da notti di scongiuri e lumini accesi alla statuetta del santo protettore degli coabitanti. (Ammesso che ne esista uno). Perchè non si sa mai quale mania abbia il tuo futuro “vicino di stanza”, discotecaro con orari assurdi, urlatore durante le chiamate skype o alcolista da sbronza molesta.

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1)Se sei un maniaco/a dell’igiene. In testa a questa top ten ho voluto mettere quello che ci differisce da molte nazioni. La cura dell’igiene. Potresti trovare colleghi di lavoro che non hanno mai lavato la tazza dove bevono il tè, o ancora peggio chi lava le tazze di tutti, ma senza il sapone.  Alcune case hanno l’optional della donna delle pulizie. Quindi qualcuno non lava nulla nell’attesa che questa benedetta donna arrivi una volta a settimana. Nel frattempo pile di piatti sporchi emuleranno le gesta immobili della torre di Pisa, cercando di non cadere dentro un lavandino, che ha poco a che fare con quello luccicante che avevi a casa tua.  Mastro Lindo ti apparirà in sogno nei giorni dispari ricordandoti che ti hanno fregato i guanti di lattice proprio quando ti tocca pulire il bagno. Nella disperazione scappi di casa, e nella metropolitana, la botta finale, folle di persone ti tossirano sul collo come amanti indesiderati, che ti fanno sentire la loro presenza alle spalle, aliti multietinici al gusto di aglio spezie e cherosene saranno ormai impressi nel tuo cappotto preferito.  Inutile pensare di lavarlo, l’odore non andrà via nemmeno sotto la pioggia acida.

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Sei alla fine del post, avrai capito ovviamente che ho scritto tutto con uno spirito goliardico. Certamente c’è molta verità in queste parole, ma non voglio assolutamente scoraggiare nessuno, ma allo stesso tempo non vorrei che passi il messaggio che qui è tutto facile. Dipende da te, certo tieni a mente quello che ho scritto e chiedi, prima di partire, testimonianze, impressioni e opinioni a chi prima di te ha fatto questa scelta.

Se ritieni utile questo post per favore CONDIVIDI. Altrimenti prima di COMMENTARE leggi quanto scritto qui sotto!
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Questo sito non offre una verità assoluta, prima di tutto perchè credo che non esista una, quando si parla di esperienze umane.  Io diffido da chi si propone affermando di avercela.

Il mio blog serve a raccontare la mia esprienza personale, di trentaseienne insegnante d’arte, così che possa essere da stimolo e confronto.

Qui racconto cosa fare per superare qualche ostacolo, o semplicemente, così come io l’ho superato. Ovviamente, non è detto, che per te sarà lo stesso.  (Tutti veniamo da un passato diverso, magari con qualche cosa in comune).

Per favore, cerca di prendere solo il buono da quello che scrivo. Se hai delle critiche costruttive, sarà lieto di leggerle.

Se invece scrivi a spropostito, usi un linguaggio poco cortese, come quando parli con gli amici al bar, di un argomento che non conosci (o conosci poco, tipo il calcio…guardare le partite in TV e giocare a calcetto una volta la settimana, fidati, non rende autorevole la tua opinione) , per favore pensaci, respira e non commentare.

Sarà dura da apprendere questa notizia, ma, la razza umana di certo non si è evoluta grazie alla superficialità delle chiacchiere da bar (specie quelle italiane). Parola di barista.  Sappi che uno dei motivi che mi ha spinto ad andare via dall’Italia, sono proprio le persone come te che al posto di pronunciare parole edificanti, sono solo bravi a criticare, e il più delle volte senza cognizione di causa.

Sicuramente commetterò anche degli errori in questo percorso,  ma, serviranno da monito ad altre persone.

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